Alberto Savinio (1891 - 1952)

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Biografia breve di Alberto Savinio

Andrea Francesco Alberto de Chirico (1891 - 1952) è stato un artista del XX secolo. Nasce ad Atene nel 1891, muore a Roma nel 1952; pittore. L'esordio ufficiale di Savinio come pittore data dal 1927, anno della sua prima mostra personale a Parigi. Essa segna il punto di arrivo di un lungo apprendistato che, fino dagli anni Dieci, ha accompagnato l'attività di compositore e scrittore e quella di teorico a fianco dei pittori metafisici. L'apertura del decennio 1930-40 lo vede a Parigi, insieme al fratello De Chirico e ai pittori italiani residenti: il gruppo espone alla Biennale di Venezia e a Milano (1930), quindi a Parigi (1932 e 1933). Sul legame che unisce esperienze tanto diverse, Savinio parlerà nel 1942: si tratta di una Comune propensione per la «rigorosa costruttività», punto qualificante delle poetiche di molti artisti in quegli anni. Datano agli anni Trenta opere sul tema della metamorfosi uomo-animale (genitori, 1931; Ruggero e Angelica, 1932; lo stesso Autoritratto del 1936) e della commistione fra mondo animale, vegetale e minerale (le foreste «pietrificate», i paesaggi fantastici), nelle quali è largamente presente la componente onirico-fantastica, che affiora anche in dipinti di evidente carattere novecentista (/ Dioscuri, Edipo e Antigone, I figliol prodigo). Nel 1933, rientrato in Italia, Savinio fonda a Milano la rivista «La Colonna», dalle cui pagine Sironi condurrà alcune fasi della sua battaglia in difesa della poetica del Novecento e propugnerà la pittura murale. È interessante ricordare che anche Savinio si cimenta nel campo della decorazione: ad esempio, nell'abitazione del gallerista Rosenberg (Parigi, 1928-30) e nella sede torinese dell'INA (1936). Fra il 1935 e i primi anni Quaranta si intensifica la sua attività pubblicistica: collaborazione a quotidiani e riviste, pubblicazioni come la raccolta Achille innamorato (1938) e Dico a te, Clio (1939). Fra l'ultimo scorcio del decennio e gli inizi del successivo sono da collocarsi alcuni ritratti femminili di un minuzioso realismo, ma dalle espressioni lievemente allucinate.

FONTE: ANNITRENTA

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